A Sarroch tablet agli studenti per sviluppare il pensiero critico

5 Dicembre 2017

A Sarroch tablet agli studenti per sviluppare il pensiero critico

“È una scuola che cambia e si innova,
e che vuole governare il cambiamento per offrire una didattica migliore”.

Le parole della dirigente dell’Istituto comprensivo di Sarroch (Cagliari), Fatima Pasella,
colgono gli alunni della seconda A e B della secondaria di primo grado particolarmente attenti.
Oggi non assistono a una lezione qualunque, ma alla presentazione del “Progetto Tablet”,
il percorso didattico che porterà, pian piano, gli studenti della scuola di Sarroch
ad aggiungere i tablet alla “consueta” didattica con i libri.

Il Gruppo Saras ha sostenuto il progetto che punta ad avvicinare gli scolari a un uso consapevole,
critico e creativo, dei device digitali.
“Da mostri ad amici”, ha detto il vice preside dell’Istituto, Paolo Ligas, rivolgendosi in particolare ai genitori,
riferendosi alla diffidenza che madri e padri nutrono nei confronti della Rete e dei suoi supporti.

La sperimentazione comincerà in due classi – seconda A e seconda B – e consentirà ai giovani alunni,
nativi digitali, di sfruttare appieno le proprie capacità, imparando che la tecnologia è amica:
il nemico da sconfiggere è il suo cattivo utilizzo.

La dirigente dell’Istituto comprensivo di Sarroch, Fatima Pasella e il vice preside, Paolo Ligas

Determinante per la riuscita del progetto sarà il ruolo dei docenti,
appositamente formati per studiare come sfruttare al meglio questa opportunità,
e la collaborazione dei genitori che hanno manifestato grande interesse per l’iniziativa.

“Le opportunità sono molteplici – ha evidenziato Ligas – la nuova didattica consentirà di gestire meglio gli spazi in aula,
agevolerà il rapporto degli studenti con i libri di testo, ora anche digitali,
e consentirà una immediata verifica dell’apprendimento.
Inoltre, attraverso la possibilità di condivisione, aiuterà nello sviluppo dei talenti creativi.
Sarà inoltre possibile seguire con maggior attenzione gli studenti con qualche difficoltà”.

Non solo meno libri nello zaino, quindi, ma anche possibilità di migliorare
le tecniche di apprendimento ed essere “educati” a selezionare le informazioni
e “verificare” le fonti, tema oggi di grande attualità a causa del fenomeno fake news.