Raffinazione

La raffineria più grande del Mediterraneo

Il cuore del Gruppo è rappresentato dalla raffineria di Sarroch, la più grande del Mediterraneo per capacità produttiva – oltre 15 milioni di tonnellate all’anno, pari a 300 mila barili al giorno, il 21 per cento circa della lavorazione complessiva delle raffinerie italiane – e una delle più avanzate in termini di complessità degli im­pianti (Indice Nelson pari a 11,7).

Il sito industriale, gestito da Sarlux, sorge nella costa sud-oc­cidentale della Sardegna in una posizione strategica al centro del Mediterraneo che assicura prossimità sia con vari paesi fornitori di grezzo che con i principali mercati di consumo dei prodotti raffinati.

La raffineria è dotata di impianti ad alto livello tecnologico in grado di effettuare sia processi di separazione (ad esempio la distillazione) sia processi di conversione (catalitica e termica) e di modulare le differenti fasi del ciclo produttivo in base alle caratteristiche dei petroli grezzi da lavorare, per ottenere prodotti petroliferi di elevata qualità commerciale e ambientale.

A oggi, oltre l’80 per cento della produzione è composta da prodotti a basso impatto ambientale.

Dal punto di vista tecnologico, l’aspetto più importante della produzione Sarlux consiste nell’integrazione del ciclo petrolifero con quello elettrico: questo permette al sito produttivo di massimizzare la conversione delle materie prime in prodotti pregiati e in energia.

PROCESSI PRODUTTIVI

Il processo di produzione integrata, illustrato nella sezione Esplora, si sviluppa attraverso una serie di impianti che, nel corso degli anni, sono stati dotati di tecnologie e strumenti sempre più efficaci in un’ottica di produzione e protezione ambientale.

Fasi della raffinazione

Topping (distillazione atmosferica) e Vacuum (distillazione sottovuoto) sono gli impianti di distillazione del petrolio greggio per la produzione delle frazioni primarie:

  • gasolio pesante
  • cherosene
  • nafta
  • butano
  • propano

Il Mild Hydro Cracking (MHC), il Fluid Catalytic Cracking (FCC) e il Visbreaker sono gli impianti di conversione in cui in cui idrocarburi e distillati pesanti vengono trasformati in frazioni medio-leggere:

  • gasolio
  • nafta
  • propilene

Il Reforming Catalitico (CCR) è l’impianto in cui avviene la trasformazione dei distillati leggeri (nafte) in componenti ad alto ottano, con contemporanea produzione di idrogeno, utilizzato nei trattamenti di desolforazione.

Gli impianti PSA purificano l’idrogeno che verrà utilizzato dagli impianti di desolforazione.

Gli impianti di desolforazione sottopongono i distillati medi (cherosene e gasoli) a processi di idrogenazione catalitica per la rimozione dello zolfo e il miglioramento della qualità dei prodotti, in particolare l’Unità U800 dell’impianto cracking catalitico consente la produzione di benzine a basso contenuto di zolfo.

Il Ter-Amil-Metil Eteri (TAME) è l’impianto di miglioramento delle caratteristiche qualitative (alchilazione) e delle prestazioni delle benzine.

RICICLO

Il Visbreaker invia i residui pesanti degli idrocarburi (TAR) all’impianto IGCC per la produzione di energia elettrica.

Gli impianti DEA trattano il gas combustibile incondensabile (fuel gas) rimuovendone i composti solforati (H2S) e consentendo il suo successivo riutilizzo nei processi di raffinazione.

L’Unità TGTU (Tail Gas Treatment Unit) tratta i gas di coda permettendo di incrementare il recupero di zolfo, che viene utilizzato nella chimica (acido solforico per le batterie), nell’agricoltura (fertilizzanti e insetticidi) e nell’industria farmaceutica, con conseguente riduzione delle emissioni in atmosfera di anidride solforosa (SO2).

Gli impianti di depurazione dell’acqua producono acqua riciclata che copre circa il 26% del fabbisogno totale degli impianti.

PRODOTTI IN USCITA

Gli impianti Sarlux di Sarroch riforniscono l’intera Sardegna di carburanti ed energia elettrica (il 47,4 per cento del fabbisogno sardo).

La produzione petrolifera presenta un’elevata resa in distillati medi – gasolio e cherosene – e prodotti leggeri come GPL, benzina e virgin nafta che, nel 2017, hanno rappresentato complessivamente circa il 90 per cento della produzione totale.

La destinazione dei prodotti della raffineria è prevalentemente nel bacino centro-occidentale del Mediterraneo.

a
Prodotti finiti
(dato 2018)
51,0%

Gasolio e Cherosene
27,9%

Benzina e Virgin Nafta
5,1%

Olio combustibile e altro
2,0%

GPL
7,7%

Prodotti petrolchimici

STOCCAGGIO

Lo stoccaggio delle materie prime e dei prodotti finiti avviene nell’area chiamata Parco serbatoi, lo stoccaggio dei prodotti per i quali sono state corrisposte le “accise” nel Deposito nazionale, situato all’esterno della “recinzione fiscale”, mentre lo stoccaggio dei gas liquefatti (GPL) avviene in apposite strutture in pressione, chiamate sferesigari e ortonsfere.

Si tratta, complessivamente, di 161 serbatoi con capacità di circa 4,3 milioni di metri cubi. Tutti sono dotati di sistemi fissi antincendio e di bacini di contenimento in cemento armato e pavimentati in cemento o con argini in terra, per garantire l’isolamento dei prodotti e a tutela del terreno.

Il sistema antincendio nelle aree di stoccaggio del gas di petrolio liquefatto (GPL) è governato da un dispositivo che, in funzione di vari parametri (tra cui la direzione del vento), attiva misure volte a evitare gli incendi e a contenere eventuali fuoriuscite di prodotto. Inoltre, per prevenire incidenti i serbatoi di GPL sono attrezzati con strumenti per il monitoraggio e la protezione da aumenti di pressione imprevisti.