Transizione energetica e competenze: a Sarroch il confronto sul futuro del territorio

La transizione energetica, l’innovazione industriale e lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro sono stati al centro del convegno “Sarroch Industrial Transition”, promosso dal Comune di Sarroch presso la Villa Siotto.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle imprese e delle organizzazioni sindacali in un confronto dedicato al ruolo delle relazioni industriali nel governo della transizione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale del territorio.
Franco Balsamo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Saras, ha portato il punto di vista dell’azienda sulle sfide della transizione energetica e sul ruolo dell’industria nel percorso di evoluzione del territorio. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di accompagnare il cambiamento attraverso investimenti, innovazione e una visione di lungo periodo, sottolineando come la competitività futura del sistema industriale dipenderà sempre più dalla capacità di valorizzare le persone, le competenze e il capitale umano.
“Il vero valore che può gestire il futuro della transizione è il capitale umano”.
“Vogliamo continuare a operare e sviluppare le nostre attività. La transizione richiede tempo, investimenti e una visione industriale di lungo periodo”.

Nel corso della mattina durante la tavola rotonda, è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra sistema produttivo, università e istituzioni per accompagnare l’evoluzione del settore energetico e industriale. In questa prospettiva è stata presentata la proposta di sviluppare a Sarroch un polo di alta formazione e ricerca capace di mettere in rete università, imprese e istituzioni, favorendo lo sviluppo delle competenze e dell’innovazione.
Tra i diversi contributi, il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, ha ribadito il ruolo strategico dell’industria per il futuro dell’isola, evidenziando come la Sardegna non possa rinunciare a una solida base produttiva e manifatturiera nel proprio modello di sviluppo.
Anche Andrea Porcu, Direttore Generale di Confindustria Sardegna, ha sottolineato il ruolo dell’impresa come motore di crescita, formazione e sviluppo delle competenze, richiamando l’importanza di rafforzare gli investimenti in ricerca e innovazione per sostenere la competitività del sistema produttivo regionale.
Le Università hanno ribadito la necessità di rafforzare la collaborazione tra gli atenei sardi e di costruire una governance regionale più integrata per università, ricerca e sviluppo territoriale. I Sindacati hanno sostenuto il progetto evidenziando la necessità di costruire percorsi formativi capaci di anticipare il cambiamento e di accompagnare lavoratori e imprese nella transizione.
Tra i temi affrontati, anche la necessità di governare la transizione con una visione di lungo periodo, in questo senso, come ha sottolineato in precedenza l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Saras, anche il Presidente della Commissione Speciale Energia del Consiglio regionale della Sardegna, Stefano Tunis, ha evidenziato l’importanza di accompagnare il cambiamento secondo tempi e modalità coerenti con le esigenze del territorio, affinché la transizione rappresenti una reale opportunità di sviluppo.
“L’orizzonte temporale non può essere imposto. Se la transizione sarà nel 2030, nel 2035 o nel 2040, dovrà comunque essere governata con prudenza e razionalità, secondo gli interessi della Sardegna”.
E ancora, “la transizione alle rinnovabili deve essere un’opportunità e non una necessità imposta. Per questo dobbiamo poter decidere tempi e strumenti con cui accompagnare il cambiamento”.
Nelle conclusioni, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha ribadito la necessità di una strategia industriale regionale condivisa, capace di valorizzare ricerca, competenze e presenza industriale, evidenziando il ruolo essenziale di imprese e comunità nei processi di trasformazione.
“La transizione non può essere contro le imprese, non può essere contro le nostre comunità. Deve essere costruita insieme, altrimenti non funziona”.
Richiamando inoltre il valore delle iniziative che nascono dal coinvolgimento dei territori, la Presidente ha sottolineato come i percorsi di cambiamento siano più solidi quando generano benefici condivisi e trovano il sostegno delle comunità locali come per i progetti eolici di Ulassai:
“Quando una comunità riconosce il valore di un progetto, quel progetto può essere difeso e portato avanti. È la dimostrazione che la transizione funziona quando crea valore condiviso per i territori”.
L’iniziativa ha confermato l’importanza di un confronto costante tra istituzioni, università, imprese e parti sociali per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico e industriale, valorizzando innovazione, competenze e capitale umano come fattori chiave per la competitività e lo sviluppo sostenibile del territorio.

