16 marzo 2026  -  
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I combustibili a basso zolfo hanno ridotto significativamente la formazione della nebbia

La nebbia si forma per condensazione del vapore acqueo presente nell’aria, che si trasforma in minuscole goccioline d’acqua sospese, creando una “nuvola” a livello del suolo. Questo accade tipicamente di notte o al mattino presto, quando il terreno cede calore, raffreddando l’aria sovrastante, spesso in presenza di umidità e poco vento.

Il sensore MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) a bordo del satellite Terra della NASA, mostra in questa immagine la nebbia che si forma nel bacino del fiume Po.

La formazione della nebbia è agevolata dalla presenza in atmosfera di aerosol, ovvero particelle sospese nell’aria con dimensioni comprese tra 0,1 e 4 micrometri (ovvero milionesimi di metro), che costituiscono i cosiddetti “nuclei igroscopici” o “di condensazione”.

Tali particelle sono principalmente particolato sottile (PM10 e PM2.5) e inquinanti volatili come i composti dello zolfo (SOx) e dell’azoto (NOx), derivanti sia da processi industriali che dalle emissioni dei veicoli terrestri e marini.

Saras produce da decenni combustibili a bassissimo tenore di zolfo (benzine EN228 e gasoli ULSD con zolfo inferiore a 10 parti per milione), contribuendo in tal modo alla riduzione dello smog fotochimico e riducendo la formazione delle nebbie.

Grazie anche ai combustibili a basso zolfo, ad esempio, la nebbia in Valpadana è diminuita del 47% dagli anni ’90 ad oggi.


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