Il syngas riduce la dipendenza dal gas naturale che è invece essenziale per i fertilizzanti agricoli e la produzione di cibo

Esiste un legame poco conosciuto, ma molto stretto, tra le fonti energetiche fossili e i prodotti agricoli, inclusi quelli ad uso alimentare. Infatti, l’agricoltura moderna utilizza grandi quantità di fertilizzanti a base di azoto, ed il gas naturale (metano) è la materia prima fondamentale per la produzione di tali fertilizzanti.
In particolare, il fertilizzante più diffuso è l’urea, che costituisce una fonte di azoto a lenta cessione, essenziale per la crescita delle piante. L’urea viene prodotta principalmente mediante un processo che dipende fortemente dal metano. Il metano, infatti, fornisce l’idrogeno necessario per produrre l’ammoniaca NH3, che viene poi combinata con l’anidride carbonica CO2, per ottenere l’urea CO(NH2)2.
A causa di questo strettissimo legame tra i fertilizzanti e il metano, ogni qualvolta si ha uno shock sull’offerta e sui prezzi del gas naturale, si genera un effetto corrispondente anche sui prezzi delle derrate alimentari.

Nel sito industriale di Sarroch è in funzione l’IGCC (Integrated Gasification Combined Cycle) – un impianto che produce gas di sintesi (syngas) a partire dalla frazione pesante del petrolio. Tale syngas viene poi utilizzato per la produzione di energia elettrica (pari a circa metà dei consumi della Sardegna) e per la cogenerazione di vapore e idrogeno necessari alla raffineria.
L’utilizzo del syngas nell’impianto Saras consente di ridurre l’utilizzo di metano per la produzione di energia elettrica, in ragione di circa 830 milioni di metri cubi standard all’anno.
Tale metano risparmiato può quindi essere messo a disposizione per altri usi primari che non hanno reali alternative, come ad esempio la produzione di fertilizzanti per l’agricoltura, da cui poi dipende la produzione anche delle derrate alimentari.
