L’impianto di dissalazione presso la raffineria di Sarroch contribuisce a preservare le riserve d’acqua dell’isola


L’acqua dolce rappresenta solo il 3% del volume totale dell’acqua sulla Terra. La maggior parte (il 70%) è intrappolata in ghiacciai e calotte polari, mentre un’altra parte significativa è nel sottosuolo. Solo una minima frazione (circa lo 0,3%) si trova in fiumi e laghi ed è disponibile per gli usi umani.
Consapevole di quanto sia preziosa questa risorsa in generale, ma ancor di più nel contesto Mediterraneo, dove sono sempre più frequenti gli episodi di siccità e i rischi di desertificazione, Saras adotta una gestione responsabile dell’acqua.
Il sito industriale di Sarroch minimizza il prelievo di acqua dal consorzio industriale, a vantaggio delle comunità locali, per i molteplici usi agricoli e civili.
Infatti, Saras soddisfa il proprio fabbisogno massimizzando il riciclo interno e i processi di dissalazione dell’acqua marina, mediante impianti ad “osmosi inversa”, la tecnologia più efficiente dal punto di vista energetico per la produzione di acqua dissalata dal mare, superando nettamente le tecnologie tradizionali basate sull’evaporazione. Questa tecnologia consiste nello spingere l’acqua marina ad alta pressione attraverso un sistema di membrane che trattengono i sali e lasciano filtrare solo l’acqua dissalata, pronta ad essere impiegata per l’uso industriale.
Il dissalatore installato presso la raffineria di Sarroch è il più grande impianto italiano, e tra i maggiori in Europa, con una capacità produttiva pari a 12 milioni di litri al giorno di acqua dissalata, equivalente al consumo annuo di circa 100mila persone.
